Come un Angelo

Ogni donna è come un angelo prigioniero dei pregiudizi,
Ogni donna è come un angelo che si libera e vola via.
mercoledì, 02 luglio 2008

Verso la dittatura

«Ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia. Non c’è bisogno dell’esercito per togliere la libertà ai cittadini. E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.

Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo è l’impunità assoluta del dittatore. Quando Silvio Berlusconi l’avrà ottenuta l’Italia sarà, a tutti gli effetti, una dittatura. [...] La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco è interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese. Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunità. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale. [...]


La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano. Altri centomila processi saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore. La sicurezza dei cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, è sacrificata all’interesse del presidente del Consiglio. Il divieto di pubblicare le intercettazioni una volta depositate in tribunale a disposizione delle parti, e quindi di fatto già pubbliche, impedirebbe di venire a sapere di Parmalat o dei furbetti del quartierino. Il giornalista che pubblicasse le intercettazioni finirebbe in carcere, il suo editore chiuderebbe e chi ha compiuto il crimine non dovrebbe rispondere all’opinione pubblica. Con questa legge, negli Stati Uniti non ci sarebbe stato il Watergate e Nixon non avrebbe rassegnato le dimissioni. L’Italia dei Valori proporrà un grappolo di referendum per l’abrogazione di queste leggi contro la democrazia, se necessario promuoverà azioni di disobbedienza civile come la pubblicazione degli atti giudiziari. Nessuno può più rimanere a guardare.

L’otto luglio a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei Valori insieme a esponenti della società civile ha indetto una manifestazione per la libertà di espressione e per la giustizia.»
 
[27.06.08  Antonio Di Pietro]
postato da Deha alle ore 22:24 | link | commenti (7)
categorie: politica, critiche, libertà
giovedì, 26 giugno 2008

Lettera aperta

Stanotte, saranno state le 3, mi ha chiamato un'amica.
Non un'amica qualsiasi, un'amica che per me è l'equivalente di una sorella, cresciute insieme, stesse scelte scolastiche, stesse classi, da sempre inseparabili... insieme ne abbiamo combinate di tutti i colori, lei per me è sempre stata come una sorella maggiore, buona, gentile, generosa, delicata d'animo nonostante le apparenze, è una persona, la mia amica che merita ogni bene del mondo e la vita invece la ha dato un sacco di dolore, ma lei non lo fa mai pesare, mai e ne parla raramente.
La mia amica si arrabbia come una pazza almeno una volta a settimana, impreca, urla, maledice una qualche categoria, quando le ho letto il mio post sulle donne violentate lei ha imprecato contro i soldati e gli uomini per almeno mezzora, ma dopo un po' mi ha detto "non tutti sono così" la mia amica è fatta così, è buona, si traveste da dura, da cinica, da strafottente, ma è buona fino all'osso.
E' stata lei a convincermi ad aprire qui su Splinder, è un entusiasta lei, si appassiona a tutto, ha un blog stupendo, scrive un sacco, racconti che i miei a confronto impallidiscono, fatti della sua vita, riflessioni di una rara bellezza. Non ha voluto che la inserissi fra le mie amicizie, ha detto che le faceva strano vedersi associata come nick name a me, con cui ha sempre condiviso tutto dal vero, che noi nemmeno per telefono mai... e io l'ho accontentata, ma so che mi legge ogni giorno, ogni santo giorno.

Ebbene, erano le 3 di notte e la mia amica così unica e speciale mi ha telefonato, siamo rimaste al telefono fino a un'ora fa, mi ha raccontato di come è stata usata e poi lasciata in disparte da un essere che a parer mio non merita il titolo di uomo, uno che non merita manco di allacciarle le scarpe e a cui lei aveva concesso il beneficio della sua amicizia, uno che sputa sui sentimenti della gente, un miserabile, un inetto, un pusillanime, un essere vuoto e superficiale, che le ha raccontato maree di bugie, che l'ha trattata in modo indegno.

Non ha pianto la mia amica, ma era arrabbiata con se stessa e delusa, incredibilmente delusa da tutta la situazione.

Non so se io, che ho contribuito a rivelare la pochezza di quest'essere, possa restare ancora qui su Splinder senza sentire il peso delle mie azioni, non so se scriverò ancora altri post dopo questo, ma questo volevo scriverlo per augurare alla persona in questione che dopo essere crepata patisca tutto il male che ha inflitto alla mia amica per l'eternità e visto che io non credo e non so se esiste effettivamente un Aldilà che magari parta anche da adesso per portarsi avanti col lavoro.
postato da Deha alle ore 07:02 | link | commenti (11)
categorie: pensieri, donne, comunicazione di servizio, odio, critiche, crisi, vergogna, dedica
martedì, 24 giugno 2008

Come se io non ci fossi

come se io non ci fossiSono passata sul blog di Mary17 e mi permetto di linkare una sua recensione a un libro.

Andate tutti a leggere il post di Mary o saltate direttamente la lettura di questo post.



Io trovo bellissimo che finalmente si sia adottato questo provvedimento, come ho letto nei commenti spero anch'io che non resti un provvedimento sulla carta ma che venga fatto rispettare in modo esecutivo e spero che si muovano a stabilire anche le sanzioni previste.

Poi ho da aggiungere 2 osservazioni mie:
trovo terribile che solo adesso si sia arrivati a considerare lo stupro un arma di guerra, sono secoli che le donne subiscono stupri ad ogni guerra, sono comportamenti deprecabli e continui ed è terribile che solo ora se ne parli
trovo terribile che nel 2008 vi sia bisogno di un simile provvedimento, trovo assurdo e vomitevole che uomini che si autodefiniscono tali (per me sono molto meno) violentino per spregio donne e ragazze che hanno la sola colpa di essere nate in una terra diversa dalla loro.

Aggiungo una terza considerazione:
quando c'era la campagna di Russia e tanti ragazzi italiani erano in guerra dispersi chissà dove le loro madri davano da mangiare ai soldati che incontravano e li accoglievano in cas apropria e li facevano riposare e li proteggevano nella speranza che altre madri facessero lo stesso coi loro figli, questi uomini non hanno madri, sorelle, figlie, zie, mogli?
Questo per dire che io sarò anche femminista, ma i miei buoni motivi per esserlo ce li ho: le donne in questo ambito si sono mostrate migliori (e anche in tanti altri)
postato da Deha alle ore 12:36 | link | commenti (16)
categorie: pensieri, donne, libri, sesso, vergogna, a più mani
lunedì, 23 giugno 2008

Divisioni

GoccieDiCuore
Quando ero piccola mi hanno insegnato che le divisioni diminuivano: non è vero, certe divisioni aumentano, me ne sono accorta quando alle media abbiamo introdotto le divisioni con il divisore più piccolo di 1.

Quando ero piccola mi hanno insegnato che l'amore più lo dividi più cresce. Me ne parlavano come una sorta di magia dell'amore, un miracolo e mi piaceva crederci, una divisione che aumentava, quasi un controsenso per me che ancora non dividevo per numeri inferiori a 1! Ma nemmeno questo era vero.

L'amore non è che più lo dividi più cresce, non nel senso che lo intendevo io almeno.

Quando mi innamorai non volevo che il mio ragazzo dividesse il suo amore con altri che con me e io, dal canto mio trascurai le amicizie e gli altri ragazzi per dedicarmi solo a lui.
6 mesi di intensa passione amorosa, unica e totalizzante.
Avevo dedicato il mio amore a una persona e questa se lo era ciucciato tutto, figuriamoci a dividerlo fra più persone! Era impossibile!
Una mia amica quando glielo dissi al termine della mia passionale prima storia importante mi disse
"Ti sbagli Deha, vedrai che se l'amore lo dividerai aumenterà"
Lei da convinta sostenitrice del metodo si divideva fra più ragazzi contemporaneamente, ma loro non parvero apprezzare la cosa quando lo scoprirono, e dire che erano amici fra di loro... nemmeno in quel caso l'amore aumentò

"Forse", pensai, "l'amore aumenta se lo dividi fra gli amici e non fra gli amanti" ci provai, provai ad avere tanti amici, una grande compagnia, provai a scrivere letterine a tutti, provai a essere amica di tutti, fu uno stress incredibile e alla fine non ero realmente amica di nessuno. Me ne resi conto con costernazione e angoscia.

"Basta!", conclusi "non è vero che l'amore più lo dividi più aumenta, è una cazzata" quindi con buona pace di chi mi crede cinica e arrogante oggi il mio amore non lo divido più in tante parti: pochi amici, un solo uomo, una famiglia.

Sarò stronza, non m'importa: l'amore è prezioso e non lo concedo a chiunque.
postato da Deha alle ore 15:21 | link | commenti (11)
categorie: pensieri, amore
giovedì, 19 giugno 2008

La maschera e la bambina

Dedico questo racconto a beppeperditempo che a suo tempo mi diede il permesso di sfruttare una sua fotografia (quella qua sotto) per trarne un racconto, non so se sono stata all'altezza dell'immagine (splendida), ma ci ho messo tutta la mia buona volontà


:-Scegli la maschera che vuoi!-, la incitò il mercante, -Te la regalo-
e la bambina si mise a guardarle, erano così belle quelle maschere che scegliere era difficile; avevano colori brillanti e forme inconsuete ed erano tutte pezzi unici, create dal mercante che era anche artista.
La bambina si avvicinò ad una maschera color zafferano, era spendida, ma un lungo crepo le solcava la fronte dividendola in due
:-Voglio questa- disse senza esitazione
:-Ma è rotta- le fece notare il mercante
:-Non importa, voglio questa-.
Il mercante scosse la testa e avvolse la maschera in un foglio di giornale, non poteva sapere che la sera precendete la bambina era stata venduta da sua madre a un ricco uomo bianco, non poteva sapere che anche lei era rotta, proprio come la maschera, lui si limitò a scuotere la testa senza capire, ma la bambina gli sorrise lo stesso e lui fu felice di quell'attimo di gioia in un mondo di infanzie rubate.

laundrylist
postato da Deha alle ore 13:39 | link | commenti (16)
categorie: immagini, donne, racconto, vergogna, dedica, a più mani
mercoledì, 18 giugno 2008

Chi non muore...

Chi non muore si rivede :-)

Ho avuto una serie di problemi che mi hanno forzatamente tenuta lontana dal web, nulla di grave, ma io ritengo che la vita reale debba venire prima di quella virtuale, sempre e comunque.
Non disprezzo il blog, non ho voluttà di intellettualoide che critica a spron battuto il virtuale in tutti i suoi aspetti (magari proprio mentre ne fa uso in modo anche maggiore di chi lo usa come semplice strumento di divertimento), ma penso che la vita nel reale abbia esigenze più stringenti ed è stato per far fronte a quelle esigenze che ho scelto di assentarmi per un po'
Oggi torno, non so quanto potrò restare, ma confido di poter essere presente almeno ogni 2 o 3 giorni.

Vi abbraccio tutti e vado a rispondervi, intanto vi regalo una bella canzone, cantata dai miei due miti: Freddie e David :-)
[con loro due e solo con loro due sarei persino disposta a fare una cosa a tre! :-P ]

Deha

Grazie di avermi aspettata :-)

postato da Deha alle ore 16:49 | link | commenti (20)
categorie: musica, comunicazione di servizio, lasciarsi andare
mercoledì, 14 maggio 2008

comunicazione di servizio

Causa motivi di forza maggiore devo stare lontana dal blog per un po', spero di tornare presto con le mie parole e le mie polemiche, vi avviserò con un pvt appena ce la faccio, fino a quel momento ricordatevi di me almeno una volta al giorno e pensatemi in modo buono, chissà che i vostri pensieri non mi portino fortuna, ne ho proprio bisogno.

Un bacio

giraff
postato da Deha alle ore 11:25 | link | commenti (57)
categorie: comunicazione di servizio
lunedì, 05 maggio 2008

La crisi

Ebbene si, la crisi è alle porte.
Come quale crisi?
Ovviamente la crisi dei 30 anni, solo che, solo che non vedo le avvisaglie, le mie amiche sono in tilt, ho 30 anni , sto invecchiando, le prime righe, i primi capelli bianchi e io?
E io i capelli bianchi al momento non li ho, poi sono la più piccola del gruppo e questo aiuta a sentirsi giovani, e leggo molto e faccio poche lampade, anzi, proprio non ne faccio (e questo mantiene la pelle giovane) e ho un vestiario sbarazzino, insomma, manca relativamente poco alla fatidica data e della crisi manco l'ombra. Così mi chiedo che hanno le altre che io non ho?
Sono più mature di me?
Non mi pare, così a occhio direi che non siano più mature di me.
Sono più brutte? No, mi pare di no, non paion nemmeno più vecchie, cioè, in alcuni momenti si, ma è solo un fatto legato al vestito, chiaro che se indossi un tailleur grigio mostri più anni che indossando jeans e camicina...
Ma alla fine da dove nasce questa crisi?
Mi interrogo e mi arrovello il cervello, ma risposte non ne trovo.
Come mai loro sono in crisi e io no?
Poi una risposta, piccola e timida fa capolino

Forse il problema della crisi dei 30 anni non è legato al fatto che non si voglia invecchiare, ma che si abbia il terrore di perdere la giovinezza.
Parlare di invecchiamento a 30 anni in occidente è ridicolo!
A 30 anni le donne sono ancora in fiore e splendide, non si sono consumate a far figli e a lavorare 13 ore al giorno, non hanno fatto il pane a mano, non hanno lavato i panno al fiume, non sono state picchiate da padri e mariti, se erano malate si son curate, se erano stanche si son riposate, hanno la pelle morbida ed elastica, coprono i primi capelli bianchi con i colpi di sole, il loro viso è giovane...
ma non basta, vogliono apparire belle ed eteree come adolescenti, vogliono essere giovanissime e femminili al massimo, hanno un ideale di bellezza legato a un periodo troppo breve della vita, a un periodo transitorio...
Non hanno afferrato che la bellezza è innanzitutto fatto psicologico e interiore.
Ecco allora che nasce la crisi dei 30 anni, crisi sociale, crisi fittizia, generata da bisogni inesistenti e indotti.
Crisi incomprensibile per me che dimostro sempre un buon numero di anni in meno e desidererei avere il fascino delle donne fatte mentre sono ancora così maledettamente infantile, nei gesti, nel vestire, nel parlare, nel pormi verso gli altri...

La cirsi dei 30 anni non esiste, l'abbiamo creata partendo da modelli sbagliati e io che ho modelli di riferimento diversi non ce l'ho e probabilmente mai l'avrò, ma probabilmente avrò la crisi dei 50 anni come posso supporre considerando qual è il mio modello.

donna velata
postato da Deha alle ore 15:28 | link | commenti (29)
categorie: donne, crisi
lunedì, 28 aprile 2008

individualismo, perché?

Non neghiamolo, abbiamo un blog perché è un modo per realizzarci, incrementarci o almeno esprimerci personalmente.
E tante altre cose sono dette o fatte in virtù della sviluppo armonico della nostra individualità: l'avatar, il nick name, (identità alternative che ci permettono di piacerci forse un po' di più), il seguire la moda, il non seguirla ostentatamente, l'andare a fare uno sposrt piuttosto che un altro, iscriversi a una scuola piuttosto che a un'altra, scegliere un indirizzo di studi all'interno della scuola scelta (il numero di facoltà in Italia è spropositato), ecc...
Ogni giorno scegliamo di leggere un libro fra centinai di libri, di visitare un blog fra centinaia di blog, di seguire un TG fra decine di TG, di vedere un film fra centinaia di film, abbiamo la possibilità di realizzarci individualmente in modo pressoché infinito e poi...
e poi ci ritroviamo in piazza con indosso tutti le stesse scarpe, le stesse magliette, le stesse giacche, solo in base al vestiario è possibile catalogare una persona con una certa sicurezza, è facile altresì farsi idee estremamente precise guardando ad altri dettagli: i generi musicali preferiti, i film che uno guarda (tanto quelli che fanno grandi incassi sono sempre pochissimi ed è facile catalogarli, così come è facile farsi unìidea di qualcuno che sceglie di non guardare quei film), i libri letti, il pensiero politico, ecc...
Ecco, volevamo essere liberi, volevamo essere unici e invece siamo molto più simili fra noi di quanto non lo fossero le persone della generazione dei nostri nonni!
Che fregatura!
Internet ci permette di raggiungere tutto il mondo (a parte la Cina e parte della Corea), di esportare decine di migliaia di idee, modi di essere, modi di fare e noi? Ci accontentiamo di una decina di alternative fra cui scegliere!

Questa non è libertà: è schiavitù!
Anzi: e schiavitù della peggior specie, perché oltre al danno c'è la beffa!


matrioska
postato da Deha alle ore 19:36 | link | commenti (17)
categorie: libertà
mercoledì, 23 aprile 2008

Paura

paura
Parlerò della paura oggi, non perché mi piaccia parlarne, ma perché lo trovo indispensabile.

La paura in sé non è negativa, in passato aiutava ad affrontare cn successo molte situazioni di pericolo. Restare immobili per essere più difficili da individuare, impallidire (ossia far affluire il sangue ai grandi muscoli piuttosto che in superficie) per essere pronti alla fuga, ecc...
Inoltre la paura serviva e serve a non mettersi inutilmente in situazione di pericolo e quindi, aiuta a sopravvivere
La paura probabilmente salvò la vita a decine e decine di miei antenati ed è grazie alla paura che oggi sono qui, quindi ho il massimo rispetto per la paura e non lo dico tanto per dire.

Però, nonostante questo rispetto, nonostante la stima, nonostante tutto non amo essere circondata da gente paurosa, soprattutto se questa gente paurosa per reagire alla paura si fa aggressiva.

L'aggressività si manifesta nella forme di chiusura, di odio razziale, nel fatto che la lega abbia ottenuto una percentuale di voto così alta grazie a cartelloni che inneggiavano alla forza come arma contro la paura (materializzatasi comodamente nelle facce degli immigrati).

Mi spiace per chi la Lega l'ha votata in seguito a ragionamenti e ponderazioni più o meno condivisibili, ma tuttavia ancora lucide, ma io sono certa che l'80% dei votanti ha votato Lega per la paura e questo non è un buon metodo per votare, perché la paura, oltre a tutte le cose belle che fa annebbia i ragionamenti per far spazio alle reazioni istintive, più veloci, più immediate, spesso vitali per sfuggire a un predatore, ma terribilmente pericolose se adottate in una società dove essere pilotati da una buona pubblicità non è fantascientifico.
postato da Deha alle ore 14:09 | link | commenti (17)
categorie: pensieri, politica