«Ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia. Non c’è bisogno dell’esercito per togliere la libertà ai cittadini. E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.
Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo è l’impunità assoluta del dittatore. Quando Silvio Berlusconi l’avrà ottenuta l’Italia sarà, a tutti gli effetti, una dittatura. [...] La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco è interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese. Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunità. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale. [...]
La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al
processo Mills di Milano. Altri
centomila processi saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore.
La sicurezza dei cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, è sacrificata all’interesse del presidente del Consiglio. Il divieto di pubblicare le intercettazioni una volta depositate in tribunale a disposizione delle parti, e quindi di fatto già pubbliche, impedirebbe di venire a sapere di Parmalat o dei furbetti del quartierino. Il giornalista che pubblicasse le intercettazioni finirebbe in carcere, il suo editore chiuderebbe e chi ha compiuto il crimine non dovrebbe rispondere all’opinione pubblica. Con questa legge, negli Stati Uniti non ci sarebbe stato il
Watergate e
Nixon non avrebbe rassegnato le dimissioni. L’Italia dei Valori proporrà un grappolo di referendum per l’abrogazione di queste leggi contro la democrazia, se necessario promuoverà azioni di
disobbedienza civile come la pubblicazione degli atti giudiziari.
Nessuno può più rimanere a guardare.
L’otto luglio a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei Valori insieme a esponenti della società civile ha indetto una manifestazione per la libertà di espressione e per la giustizia.»
[27.06.08 Antonio Di Pietro]
Stanotte, saranno state le 3, mi ha chiamato un'amica.
Non un'amica qualsiasi, un'amica che per me è l'equivalente di una sorella, cresciute insieme, stesse scelte scolastiche, stesse classi, da sempre inseparabili... insieme ne abbiamo combinate di tutti i colori, lei per me è sempre stata come una sorella maggiore, buona, gentile, generosa, delicata d'animo nonostante le apparenze, è una persona, la mia amica che merita ogni bene del mondo e la vita invece la ha dato un sacco di dolore, ma lei non lo fa mai pesare, mai e ne parla raramente.
La mia amica si arrabbia come una pazza almeno una volta a settimana, impreca, urla, maledice una qualche categoria, quando le ho letto il mio post sulle donne violentate lei ha imprecato contro i soldati e gli uomini per almeno mezzora, ma dopo un po' mi ha detto "non tutti sono così" la mia amica è fatta così, è buona, si traveste da dura, da cinica, da strafottente, ma è buona fino all'osso.
E' stata lei a convincermi ad aprire qui su Splinder, è un entusiasta lei, si appassiona a tutto, ha un blog stupendo, scrive un sacco, racconti che i miei a confronto impallidiscono, fatti della sua vita, riflessioni di una rara bellezza. Non ha voluto che la inserissi fra le mie amicizie, ha detto che le faceva strano vedersi associata come nick name a me, con cui ha sempre condiviso tutto dal vero, che noi nemmeno per telefono mai... e io l'ho accontentata, ma so che mi legge ogni giorno, ogni santo giorno.
Ebbene, erano le 3 di notte e la mia amica così unica e speciale mi ha telefonato, siamo rimaste al telefono fino a un'ora fa, mi ha raccontato di come è stata usata e poi lasciata in disparte da un essere che a parer mio non merita il titolo di uomo, uno che non merita manco di allacciarle le scarpe e a cui lei aveva concesso il beneficio della sua amicizia, uno che sputa sui sentimenti della gente, un miserabile, un inetto, un pusillanime, un essere vuoto e superficiale, che le ha raccontato maree di bugie, che l'ha trattata in modo indegno.
Non ha pianto la mia amica, ma era arrabbiata con se stessa e delusa, incredibilmente delusa da tutta la situazione.
Non so se io, che ho contribuito a rivelare la pochezza di quest'essere, possa restare ancora qui su Splinder senza sentire il peso delle mie azioni, non so se scriverò ancora altri post dopo questo, ma questo volevo scriverlo per augurare alla persona in questione che dopo essere crepata patisca tutto il male che ha inflitto alla mia amica per l'eternità e visto che io non credo e non so se esiste effettivamente un Aldilà che magari parta anche da adesso per portarsi avanti col lavoro.